Asp Catania, riapre l’Ispettorato micologico: controlli gratuiti e più tutele nella stagione dei funghi
14/04/2026
Con l’avvio della stagione dei funghi, l’Asp di Catania riattiva uno dei presìdi più delicati sul fronte della sicurezza alimentare, un servizio che ogni anno torna a occupare un posto essenziale nel rapporto tra prevenzione sanitaria, consumo consapevole e tutela della salute pubblica. La riapertura dell’Ispettorato micologico rimette infatti in funzione una rete di controlli e competenze specialistiche che ha il compito di ridurre il rischio di intossicazioni, sostenere cittadini e operatori del settore e garantire verifiche puntuali su specie raccolte, vendute o somministrate.
Il servizio, coordinato dall’UOC Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione nell’ambito del Dipartimento di Prevenzione, non si limita a un’attività tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma rappresenta un riferimento diretto anche per chi raccoglie funghi per uso personale e desidera avere una conferma affidabile sulla loro commestibilità. In un territorio dove la raccolta mantiene una diffusione ampia e radicata, la presenza di uno sportello specializzato diventa uno strumento concreto di protezione, tanto più importante in un contesto nel quale l’errore di identificazione può avere conseguenze molto serie.
Controlli gratuiti, certificazioni e supporto alla rete sanitaria
L’Ispettorato micologico dell’Asp di Catania offre ai cittadini la possibilità di far controllare gratuitamente i funghi freschi spontanei raccolti per consumo proprio, una misura di prevenzione che conserva un valore decisivo proprio perché interviene prima che il prodotto venga cucinato o consumato. Accanto a questa funzione, il servizio svolge anche l’attività di certificazione dei funghi destinati alla vendita al dettaglio e alla ristorazione, passaggio obbligato per garantire la corretta identificazione delle specie e la loro effettiva idoneità al consumo.
La sede centrale di Cerza, a San Gregorio di Catania, mantiene un ruolo di coordinamento e rilascia certificazioni solo su appuntamento, mentre gli sportelli attivi a Bronte, Caltagirone, Catania, Gravina di Catania e Paternò assicurano sia l’esame gratuito dei raccolti privati sia il rilascio della certificazione per i funghi freschi spontanei destinati alla commercializzazione, previo pagamento del diritto sanitario previsto. È un sistema che mette insieme prossimità territoriale e rigore tecnico, con l’obiettivo di rendere il controllo accessibile ma anche formalmente solido.
Un ulteriore elemento di protezione è rappresentato dal servizio di reperibilità ospedaliera, attivabile dai Pronto Soccorso in caso di sospetta intossicazione. In queste situazioni i micologi intervengono per una valutazione tempestiva, affiancando il personale sanitario e contribuendo a individuare con maggiore rapidità la specie responsabile. In parallelo, il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Asp garantisce analisi specifiche per la ricerca delle amanitine, sostanze altamente tossiche presenti in alcune specie velenose tra le più pericolose, assicurando così un supporto fondamentale nei casi clinici più delicati.
Le raccomandazioni ai cittadini e le cautele per vendita e consumo
La riapertura dell’Ispettorato porta con sé anche un richiamo molto netto alla prudenza. L’Asp raccomanda ai raccoglitori di sottoporre sempre a verifica l’intero quantitativo raccolto e ai consumatori di acquistare soltanto da venditori autorizzati, verificando la presenza del tagliando Asp che deve riportare il nome della specie, la data e l’orario di validità della certificazione. Si tratta di una precauzione indispensabile, soprattutto in un’area nella quale negli ultimi anni è stata segnalata con maggiore frequenza la presenza del Chlorophyllum molybdites, noto come Falsa Mazza di Tamburo, specie tossica facilmente confondibile con varietà apprezzate e tradizionalmente raccolte.
Proprio la possibilità di scambiare specie pericolose con funghi ritenuti commestibili rende centrale il controllo preventivo. L’Asp richiama inoltre l’attenzione anche sui cosiddetti funghi a pori rossi, commercializzati localmente con nomi popolari che possono riferirsi a specie differenti, alcune consumabili soltanto dopo lunga cottura e altre invece tossiche. In questi casi il rischio non nasce soltanto dalla raccolta privata, ma anche da una circolazione poco consapevole del prodotto, motivo per cui la vigilanza dei micologi proseguirà anche nei punti vendita, nelle sagre e nei ristoranti.
Per la ristorazione, le regole restano particolarmente stringenti: i locali che servono funghi freschi spontanei devono utilizzare esclusivamente prodotti certificati dai micologi aziendali, mentre i commercianti possono operare soltanto se in possesso dell’abilitazione prevista dalla normativa nazionale e regionale. L’invito rivolto ai cittadini, in definitiva, è semplice ma decisivo: non affidarsi mai all’esperienza presunta, ai nomi dialettali o al riconoscimento visivo improvvisato, e considerare invece il controllo specialistico come un passaggio normale, necessario e irrinunciabile per consumare funghi in sicurezza.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.