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Catania investe sul turismo organizzato e punta su congressi, scuole e gruppi

09/04/2026

Catania investe sul turismo organizzato e punta su congressi, scuole e gruppi
Foto di Dariolp83, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Catania prova a consolidare la propria posizione nel panorama turistico nazionale attraverso una scelta che guarda oltre i flussi stagionali tradizionali e individua nel turismo congressuale, scolastico e di gruppo una leva concreta di sviluppo. La delibera approvata dalla Giunta guidata da Enrico Trantino traccia infatti le linee d’azione per il 2026 e mette a disposizione un fondo da 250 mila euro, alimentato con i proventi dell’imposta di soggiorno, per sostenere economicamente chi organizza eventi, viaggi di istruzione e iniziative collettive con permanenza nelle strutture ricettive della città.

L’obiettivo è chiaro: rendere Catania una destinazione capace di attrarre presenze durante tutto l’anno, con un’attenzione particolare ai periodi meno affollati, nei quali il turismo organizzato può offrire una base più stabile e programmabile per alberghi, ristoranti, trasporti e attività commerciali. La misura si inserisce dentro una strategia che punta a rafforzare il profilo della città come sede di eventi e come luogo in grado di accogliere target diversi, dai professionisti alle scuole, dai gruppi religiosi ai viaggi strutturati promossi da operatori specializzati.

Un fondo per attrarre presenze e sostenere la destagionalizzazione

Il provvedimento nasce dalla volontà di trasformare i flussi turistici in una risorsa meno episodica e più continua, capace di produrre effetti distribuiti sull’economia urbana. La scelta di sostenere con rimborsi economici gli organizzatori di eventi e soggiorni strutturati risponde proprio a questa esigenza: favorire l’arrivo di visitatori anche fuori dai periodi di massimo afflusso, offrendo un incentivo concreto a chi valuta Catania come possibile destinazione.

La logica che guida l’intervento è quella della destagionalizzazione, tema ormai centrale nelle politiche turistiche di molte città, ma che qui assume una configurazione operativa piuttosto definita. Congressi, gite scolastiche, iniziative sportive, eventi religiosi e viaggi organizzati possono infatti garantire presenze distribuite lungo l’intero arco dell’anno, generando un indotto che non si limita alle strutture alberghiere ma coinvolge l’intera rete dei servizi urbani.

Il sindaco Trantino ha collegato esplicitamente l’iniziativa al rafforzamento del brand turistico cittadino, sottolineando come il sostegno comunale rappresenti un investimento sul posizionamento di Catania in un segmento che, nel turismo italiano, continua a mantenere un peso significativo. L’idea di fondo è che la città possa offrire un motivo in più per essere scelta, lasciando poi all’accoglienza, alla qualità dell’offerta e al contesto territoriale il compito di consolidare quell’esperienza.

Come funzionano i contributi e chi può richiederli

Il meccanismo predisposto dal Comune prevede rimborsi differenziati in base al numero complessivo dei pernottamenti generati dall’evento o dal viaggio organizzato nelle strutture cittadine. La fascia iniziale riguarda i soggiorni compresi tra 100 e 149 pernottamenti, con un contributo di 3 mila euro, mentre il livello massimo arriva a 17 mila euro per iniziative che superano quota 1.500 pernottamenti. Tra questi estremi si sviluppa una griglia progressiva che lega in modo diretto il sostegno economico alla capacità concreta dell’evento di produrre presenza turistica in città.

A questo rimborso si può aggiungere un ulteriore contributo fino a 3 mila euro destinato alle spese di comunicazione, purché il piano promozionale e l’attività di diffusione siano elaborati da giornalisti iscritti all’albo professionale. È una scelta che attribuisce rilievo anche alla qualità della promozione, considerata parte integrante della riuscita dell’iniziativa e della sua visibilità esterna.

Potranno accedere ai contributi enti pubblici e privati, associazioni, ordini professionali, scuole di ogni ordine e grado, università, federazioni sportive, agenzie di viaggio e tour operator. La richiesta dovrà essere inviata via PEC almeno 45 giorni prima dell’evento, allegando il programma e una stima dei pernottamenti previsti. Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse disponibili, mentre l’erogazione effettiva del contributo avverrà soltanto dopo la presentazione delle fatture che documentino il soggiorno degli ospiti nelle strutture alberghiere o extralberghiere di Catania.

Una misura che guarda all’economia urbana nel suo insieme

Oltre al sostegno diretto agli organizzatori, la delibera mette in evidenza una visione più ampia del turismo, considerato come un settore capace di attivare ricadute diffuse. Il valore del turismo congressuale e scolastico, in questo senso, non si esaurisce nella sola occupazione delle camere, ma si estende ai consumi nella ristorazione, alla mobilità locale, ai servizi culturali e commerciali, con effetti che possono incidere in modo concreto sul tessuto economico cittadino.

La scelta di utilizzare una quota dell’imposta di soggiorno per alimentare questo fondo rafforza inoltre un principio di reinvestimento delle risorse generate dal turismo dentro politiche che mirano a produrre ulteriore attrattività. Catania prova così a costruire una strategia meno legata all’improvvisazione e più orientata a un’idea di sviluppo turistico programmato, capace di intercettare target differenti e di distribuire le opportunità lungo l’intero anno.

La misura approvata dalla Giunta Trantino apre quindi un terreno interessante per il 2026, perché prova a trasformare l’organizzazione di eventi e soggiorni collettivi in uno strumento strutturale di politica urbana, legando il turismo alla continuità economica, alla visibilità della città e alla sua capacità di proporsi come destinazione affidabile e competitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.